Smile Academy

Smile Academy


Dopo le iniziali quanto normali difficoltà organizzative e burocratiche, su proposta del Dott. Massimo Spezie con la preziosa collaborazione della Dott.ssa Margherita Viviani  della Dott.ssa Francesca D’Elia  e con l’instancabile Maria Boscato è finalmente partito il progetto Smile Academy!

SMILE ACADEMY

 

PROGETTO DI PREVENZIONE, ISTRUZIONE E MOTIVAZIONE PER IL MANTENIMENTO DI UN BUONO STATO DI SALUTE DEL CAVO ORALE.

 

Carie e gengiviti sono tra le malattie infettive croniche più diffuse in tutto il mondo. In Italia un bimbo su due ne è affetto.

Le cure dentali coprono solo in minima parte la sempre più crescente domanda della popolazione pediatrica. A causa dei costi e della forza di lavoro, implementare l’offerta terapeutica pubblica è assai difficile.

Ad oggi la quasi totalità delle cure dentali è effettuata da Medici Dentisti privati a cui non tutte le famiglie possono accedere.

A questo riguardo SMILE MISSION, con il progetto nato in Veneto “UN DENTISTA PER AMICO”, svolge un ruolo di fondamentale importanza. Molti Medici Dentisti privati sul territorio di Verona e Provincia curano, bambini segnalati dai servizi sociale e in grave disagio, in maniera assolutamente gratuita e volontaria.

Come suggerito dall’OMS, incrementare un programma di prevenzione orale atto a diminuire l’incidenza della carie a livello nazionale, che coinvolge diverse figure quali Medici Dentisti, Igienisti Dentali, Pediatri, Insegnanti, Genitori, è di fondamentale importanza.

Ecco perché in pancia a SMILE MISSION è nato il nuovo Progetto “SMILE ACADEMY” atto a portare, nelle Scuole Primarie di Verona e Provincia, lezioni di igiene per educare alla salute orale e alla sua prevenzione congiuntamente ad una sensibilizzazione ed una corretta alimentazione di fondamentale importanza per un altro problema sempre più crescente: l’obesità infantile.

Medici Dentisti e Igienisti Dentali creeranno dei percorsi formativi interattivi differenziati a seconda dell’età

degli alunni.

SMILE ACADEMY è una campagna di prevenzione fondamentale per migliorare la sensibilità verso la profilassi e le cure dentistiche rivolta ai bambini di strutture protette e delle scuole primarie al fine di non vanificare le cure dentali già ricevute.

Le lezioni dei nostri Medici affronteranno, con l’ausilio di immagine animate, coinvolgendo i bambini in maniera empatica:

  • Elementi di Anatomia e Fisiologia della bocca e dei denti;
  • Dimostrazioni pratiche all’uso corretto di spazzolini, dentifrici e fili interdentali;
  • Norme alimentari utili alla prevenzione delle malattie del cavo orale e dell’organismo.

Al termine della lezione tutti i bambini riceveranno un kit per la salute orale, materiale didattico per imparare giocando e un attestato di partecipazione.

Responsabile Progetto “Smile Academy” Dott. Massimo Spezie


Ad Aprile del 2024 Smile Mission Onlus ha iniziato la sua nuova avventura con il nuovo progetto di “Smile Academy”, attivando un ulteriore servizio di formazione e prevenzione nelle scuole primarie.

Gli incontri tenutesi presso uno tra gli istituti comprensivi della città di Verona che hanno accolto il nostro progetto, ci ha permesso di realizzare sin da subito la concretezza del nostro impegno.

Il contesto, vario in ogni plesso e fascia di età, ha offerto un terreno di grande creatività per le igieniste che hanno interagito con bambini fortemente interessati e curiosi.

Ogni incontro  è sempre iniziato con un primo approccio più colloquiale per terminare con le attività pratiche e ludiche con cui sperimentare le nozioni acquisite: l’importanza di prendersi cura del cavo orale e di come è composto; cura dell’alimentazione della salute in generale; passaggio all’aspetto più specifico della gestione dell’igiene orale e dei presidi da utilizzare per un’accurata prevenzione; In base al numero dei partecipanti, si sono creati piccoli gruppi di lavoro in cui sperimentare praticamente le informazioni utilizzando ii nostri supporti didattici adeguandoli alle singole esigenze espresse per le classi e/o specifici bisogni dei bambini; abbiamo chiuso gratificando ciascun bambino con un divertente  attestato e un kit personale.

Sono stati coinvolti pienamente anche il corpo docente e ausiliario che hanno collaborato con grande partecipazione.

Se da un lato la gioia dei bambini di sentirsi immersi e parte attiva nel percorso di formazione ha confermato le nostre attese di avere raggiunto un obiettivo importante per aprirsi a una cultura più consapevole della cura di sé, dall’altro lato portiamo a casa una profonda gratificazione umana e personale per aver contribuito ad estendere a tutti, uniformemente, questo percorso senza trascurare in particolar modo situazioni di maggiore difficoltà o disabilità.

Il logo adottato per il progetto, trasformato in un simpaticissimo Monkey in peluche per poter far lavorare i bambini, è diventato la loro mascotte, replicata sui piccoli attestati, colorabili nel retro.

Non meno entusiasmo è stato espresso quando hanno ricevuto ciascuno un piccolo zainetto dell’ormai amico Monkey, indossato orgogliosamente in spalla.

Le maestre hanno molto apprezzato il nostro lavoro invitandoci a proseguire in questo progetto e a diffonderlo.

Unitamente alla competenza dei volontari, gentilezza, ascolto e condivisione sono stati gli ingredienti più importanti di questa esperienza.

 

Francesca D’Elia


                                   

Chiara, passo dopo passo da Mlali

Hatua kwa hatua, passo dopo passo…


Un mese nel Centro per bambini disabili di Mlali

 

La curiosità.
Il desiderio di vivere una realtà diversa da quella a cui sono abituata.
La voglia di cercare nuovi mondi e capire quale sia la strada che il Signore ha pensato per me.
Credo siano queste le principali motivazioni che mi hanno portato nel mese di ottobre, al Mlali Kituo, nel cuore della Tanzania, ospite dei frati Cappuccini.
Si tratta di una realtà che accoglie bambini con gravi disabilità sia fisiche sia mentali, le cui famiglie non hanno la possibilità di occuparsi.

 

Durante la mia permanenza ho potuto lavorare insieme alle volontarie del centro, che quotidianamente accudiscono i bambini, dandogli da mangiare, lavandoli, facendogli fare fisioterapia, o semplicemente giocando con loro.
Per la prima volta nella mia vita, mi sono trovata ad affrontare la disabilità, e complice la spensieratezza con cui sono partita, l’impatto è stato davvero forte.
Gesti che per le volontarie erano ormai un’abitudine e che compivano con grande naturalezza, a me sembravano forzati: all’inizio nulla di ciò che facevo, mi sembrava giusto.
Ciò che più mi ha sorpreso è stato rendermi conto, che erano gli stessi bambini di cui mi sarei dovuta occupare, a prendersi cura di me.
Mi hanno preso per mano, accompagnandomi in questa avventura, ridendo dei miei piccoli errori e festeggiando con me, quando giorno dopo giorno, sono riuscita ad inserirmi nella loro quotidianità, facendomi sempre sentire amata.
Senza saper parlare, mi hanno insegnato ad usare parole nuove e senza saper camminare, mi hanno insegnato che a volte, per rimanere in piedi, basta mettere un piede davanti all’altro, senza aver paura di cadere. Perché i bambini al Mlali Kituo, di paura non ne hanno mai.

 

Chiara

Rwanda 2017 di Francesca Piscopo


Nel settembre 2017 siamo stati invitati ad operare in collaborazione con l’associazione Smile Mission solidarietà odontoiatrica internazionale, presso il centro sanitario di Gatare – Ruanda, continente africano. 

L’odore dell’erba tagliata e le strade pulite di Kigali, (meravigliosa capitale) lasciavano pensare ad un periodo di rigenerazione e sviluppo, rispetto alla persistente sofferenza di una popolazione isolata e disagiata, distribuita in numerosi villaggi e case sparse. 

Gatare era la destinazione da raggiungere, una località di montagna a circa 2500 m di altitudine, confinante con la foresta equatoriale di Nyungwe, un territorio coltivato in maniera rudimentale dalla popolazione.

Gli abitanti per prestarsi a cure odontoiatriche erano disposti a percorrere strade sterrate e tortuose, spesso privi di un mezzo di trasporto, con la grinta di un leone e con il cuore di un agnello.

 

Il centro sanitario era cosparso di anime pure, tappezzato di dolci sorrisi, ricordo il viso di suor Marhie Therese, 

madre superiora delle Figlie del divino Zelo, suor Cassiride e il resto delle sorelle;

Ci accolsero con gioia, avevano l’abitudine di svegliarsi molto presto e pregare, disponibili ed organizzative curavano minuziosamente gli scolari che frequentavano l’istituto situato all’esterno della clinica, impartivano educazione, istruzione e programmi scolastici concludendo con giochi e danze.

Suor Cassiride si occupava principalmente di organizzare le escursioni e i rientri al centro sanitario insieme a Kabera il suo braccio sinistro, nonché autista fidato. 

Trascorsa la notte arrivammo al centro sanitario di primo mattino, al massimo dell’accoglienza suor Polina ci accompagnò a visitare la struttura dove potemmo nelle apposite camere prepararci ad operare, lì trovammo un piccolo deposito-materiali e tutto l’occorrente necessario.

Le richieste di attrezzature e materiali venivano inoltrate all’estero, le condizioni del riunito non erano proprio ottimali ed assumere un atteggiamento risolutivo avrebbe annientato la metà dei problemi.

 Suor Polina gestiva la lista e interloquiva mentre noi conoscevamo i pazienti che indicavano quale fosse la zona dolente.

 Terminato il trattamento distribuimmo spazzolini e dentifrici a tutto l’istituto, classe dopo classe, dedicammo tempo ad annotare il tipo di lavoro svolto: conservativa, estrazione e protesi.

Restituire il sorriso e donare parte di se stessi senza ricevere qualcosa in cambio doveva essere ll principio che sorreggeva il concetto di volontariato e noi ne eravamo estremamente felici.

Durante i pomeriggi osservavamo quanta passione avesse il popolo per l’agricoltura, la cura e la conservazione degli alimenti nonostante l’Africa sfiorasse uno dei primi posti in classifica, tra i continenti più poveri del mondo.

Quest’esperienza ci ha spinti a guardare oltre il bianco e il nero, eravamo consapevoli di aver vissuto, per un momento, una storia fatta di persecuzioni, la comunità aveva bisogno della conoscenza che giace alla base di una buona e giusta qualità di vita. 

Con affetto e dedizione a tutto il popolo africano. 

Francesca Piscopo


 

Dal nordest al Burundi. Due dentiste e un tuttofare in missione.


Dal nordest al Burundi: due dentiste e un tuttofare prestano servizio di volontariato con l’associazione Smile Mission; così potremmo riassumere in poche parole la breve ma intensa esperienza vissuta dal 14 al 31 agosto scorsi, ben sapendo di omettere tutto il bagaglio di emozioni che ci siamo portati a casa.

L’idea è nata quasi per scherzo nei corridoi della clinica universitaria di Padova, dove io e Marta ci siamo conosciute. Dalle parole ai fatti il passo è stato breve ed il progetto si è fatto più concreto con l’aggiunta di Riccardo, il fidanzato di Marta.

Per loro era la prima esperienza di questo genere mentre io avevo alle spalle già qualche missione in Madagascar, Tanzania e Brasile; ci sentivamo comunque tutti emozionati e impazienti di partire, curiosi di conoscere un mondo di cui sapevamo molto poco.

Dopo una breve parentesi di 3 giorni in Kenya, le nostre ferie, siamo atterrati finalmente al piccolo aeroporto di Bujumbura dove, sbrigate le noiose pratiche burocratiche per l’ingresso nel paese, ci attendevano suor Antonella e suor Alejandra che con i loro sorrisi ci hanno subito fatti sentire in famiglia.

Dopo circa tre ore di viaggio d’auto, percorrendo l’unica e a dir poco dissestata strada che conduce a Gitega, siamo arrivate a Bwoga dove si trova la bellissima struttura della Congregazione Serve Di Maria Addolorata di Chioggia.

Lì abbiamo conosciuto le altre consorelle e tra una parola di francese, una di spagnolo e molte in italiano è stato amore a prima vista. Ad ogni pranzo e cena siamo stati coccolati e deliziati come ospiti di un hotel, grazie anche alle ottime pietanze preparate con prodotti locali ma rielaborate secondo le varie tradizioni tipiche del luogo di origine delle sorelle.

I primi giorni ci sono serviti per prendere confidenza con il nostro insolito luogo di lavoro e per conoscere le persone che lavoravano alla clinica nei vari ambulatori, molto puliti e ben forniti. Abbiamo lavorato con Francis, uno studente di odontoiatria che la SMOM (Solidarietà Medico-Odontoiatrica nel Mondo) sta formando, il quale ci ha affiancato durante la nostra permanenza nella missione acquisendo così ulteriore esperienza. Preziosissimo è stato il contributo di Enrique, un tecnico di laboratorio col sorriso perennemente stampato in volto, che si è improvvisato assistente alla poltrona e, cosa fondamentale, interprete quando la lingua locale dei pazienti diventava incomprensibile.

Trascorsi i primi giorni di “rodaggio” ognuno di noi è riuscito a trovare il proprio ruolo all’interno della missione, anche Riccardo, il quale risolveva i piccoli problemi tecnici al dispensario o dava una mano nei lavori di manutenzione alla struttura.

Tutto era gestito in maniera formidabile dall’instancabile suor Antonella, che oltre a dover affrontare i vari inconvenienti come la mancanza d’acqua e di elettricità dovuta al guasto imprevisto del generatore, a coordinare la missione e ad occuparsi della spesa ci dava una mano con la sterilizzazione degli strumenti e la gestione dei pazienti in ambulatorio.

Le due poltrone odontoiatriche che avevamo a disposizione ci hanno permesso di lavorare contemporaneamente riuscendo a visitare così più di 120 pazienti tra adulti e bambini nei giorni di permanenza alla missione. Abbiamo affrontato diversi interventi chirurgici estraendo molti denti ormai compromessi ed eseguito anche diverse otturazioni e qualche terapia canalare cercando di dare sempre priorità ai casi più urgenti.

Vedere tante bocche in pessime condizioni ci ha convinte ancora una volta di quanto la prevenzione sia fondamentale. Per questo un pomeriggio abbiamo pensato di coinvolgere i bambini dei villaggi limitrofi radunandoli nello spazioso cortile della missione e di distribuire decine e decine di spazzolini e dentifrici con la speranza di insegnar loro delle corrette abitudini di igiene orale. E’ stato un momento davvero arricchente ed emozionante che necessariamente va oltre l’aspetto professionale: essere circondati da tutti quei bambini vestiti per lo più con stracci ma sempre sorridenti ci ha toccate nel profondo facendoci provare emozioni contrastanti ma che sicuramente ricorderemo a lungo.

Molto prezioso è stato il contributo dei Lions di Sesto al Reghena, grazie ai quali siamo riusciti a riempire una valigia con 30 kg di materiale odontoiatrico del valore di circa mille euro che è stato essenziale per svolgere al meglio il nostro lavoro.

 

 

Una notte l’infermiere che era di turno è venuto a bussare alla nostra finestra, eravamo a letto e ci siamo anche un po’ spaventate ma ci stava chiamando perché una donna aveva le doglie. Giusto il tempo di infilarci qualche vestito e correre in ambulatorio, dove siamo state testimoni di una delle cose più emozionanti e stupefacenti mai viste, la vita che si manifestava in tutta la sua magnificenza in uno dei luoghi più poveri al mondo dove il tasso di mortalità per le partorienti è ancora molto elevato. I numerosi orfanotrofi presenti nel paese ne sono la prova e noi siamo andate a visitarne uno che ospitava circa 100 bambini in età prescolare. Marta avrebbe voluto portarli tutti a casa con se ed effettivamente non potevo darle torto tanta era la tenerezza che suscitavano i loro occhi e i loro sorrisi. La cosa che ci ha colpito maggiormente era la loro silenziosa richiesta di carezze, di un contatto con noi. Anche qui abbiamo cercato di dare il nostro piccolo contributo istruendo i bambini sull’utilizzo di spazzolino e dentifricio. Ci abbiamo lasciato il cuore.

Questa esperienza è servita a darci un’idea chiara di cosa sia l’essenziale, di cosa sia realmente importante. Abbiamo passato giorni senza lavarci perché l’acqua era terminata; all’inizio la cosa ci pesava ma con il passare del tempo abbiamo capito che certe comodità a cui siamo abituati non sono così fondamentali.  Siamo consapevoli di aver aggiunto solo qualche piccola goccia in un oceano e che il segreto sta nell’aiutare queste popolazioni ad essere indipendenti. Nel nostro piccolo ci auguriamo di essere d’esempio per chiunque voglia mettersi in gioco e dedicare parte del proprio tempo a chi è meno fortunato.

Siamo sicuri che tornerà arricchito da un bagaglio di esperienze difficili da dimenticare, che un turista difficilmente potrà provare.

Elisa Marta e Riccardo

A 18’anni in Tanzania. Il racconto di Matilde

Il mio viaggio ebbe inizio una settimana dopo il mio diciottesimo compleanno.

Aspettavo il giorno della mia partenza con ansia ormai da mesi e finalmente potevo partire.

Dopo un lungo viaggio tra attese scali e aerei io e Francesco arriviamo a Dar es Salaam alle 4 di mattina. 

Prendiamo il taxi che ci porta al terminal degli autobus e nel tragitto ho la possibilità di assaggiare per quei primi istanti quell’africa che sarebbe stata la mia casa per le prossime tre settimane. 

Guardavo tutto con gli occhi spalancati, cercando di non sbattere le palpebre per non rischiare di perdermi anche solo un secondo di quel mondo così diverso nel quale ero arrivata. 

La stessa cosa succede nelle successive ore di autobus, tutto ciò che mi ero sempre immaginata, amplificato e davanti ai miei occhi. 

Arriviamo a Mlali, scarichiamo i nostri bagagli e il mio piede poggia su quell’infinita distesa di terra rossa che colora ogni parte del villaggio. 

Veniamo accolti dai frati francescani e da Juma con un caloroso “Karibu!“ ovvero benvenuti , ci mostrano le nostre camere molto accoglienti e curate dal gentilissimo e sempre allegro Thomas .

I giorni successivi scendo nel centro ortopedico pediatrico che si trova all’interno della missione. 

Fin dal primo momento vengo accolta da Baraka fisioterapista del centro che mi mostra a grandi linee come si svolge la loro giornata tipo. 

Le mie giornate così iniziano ad essere riempite dalla forza di volontà, dalla gioia e perseveranza di quei bambini che mi facevano crescere ogni giorno di più. Stavo con loro ogni giorno dalle 8 alle 5 esclusa un’ora per il pranzo. 

Nei primi giorni mi insegnano qualche parola, in un primo momento lo swahili mi sembra una lingua quasi impossibile da imparare ma piano piano mi accorgo di come che le parole le imparavo senza fare grandi sforzi e così, posso parlare più con i bambini anche se con grandi sorrisi e piccoli gesti ci si diceva tutto ciò che bisognava sapere. Il mio compito li era di stare con loro aiutarli a vestirsi, mangiare, tenergli compagnia, giocarci e farli ridere. 

Capitava anche che aiutassi Baraka a mettere qualche gesso, a rimuoverne altri o ad assistere ad interventi nella sala operatori del centro, davvero ben attrezzata. 

Il pomeriggio, appena i bambini finivano di cenare si andava a fare una passeggiata per il villaggio soprattutto il giovedì perché era giorno di mercato così ci si tuffava in quell’insieme infinito di colori che creano contrasti meravigliosi con la pelle dei loro indossatori. 

Giro in moto per tornare alla missione e raggiungere la musica che si sentiva da lontano per immergersi in tutto e per tutto in quel mondo che stava entrando sempre di più nel mio cuore. 

Ho creato dei legami davvero forti e veri con tutte le persone che ho potuto conoscere nel mio viaggio. Ognuna di loro mi ha regalato una piccola parte di se, padre Paulo, Baraka, Hilary, Juma, Teo, Justine ognuno di loro.

Per non parlare dei bambini così forti e perseveranti, mi hanno insegnato tanto senza nemmeno saperlo. 

Ogni necessità ogni bisogno che sembrava mancare passava in secondo piano perché il tempo lì era il mio unico bisogno, il tempo per potermi godere al massimo ogni secondo di quelle giornate e di quelle notti piene di stelle. 

Spero di poter tornare a Mlali ancora e ancora, è un posto magico che riempie il cuore con la sua pace e la sua semplicità di cui non mi stancherei mai. 

 

Matilde


    

Successo della Conferenza del Dott. Carlo Carlini ad Expodental Meeting

 


Si è svolto sabato 20 maggio , nell’ambito dell’Expodental di Rimini, il Convegno “La Protesi Sociale di Eccellenza: una contraddizione di termini o l’ennesima sfida per l’Odontoiatria del terzo millennio?”, organizzato dall’Associazione di Volontariato Odontoiatrico Smile Mission Onlus.

La manifestazione ha riscosso un notevole successo, registrando il “tutto esaurito” dei posti a sedere disponibili, con parecchie persone rimaste in piedi. Gli argomenti trattati dai relatori (il prof. Andrea Borracchini, titolare di cattedra di Protesi all’Università di Siena, ed i soci attivi AIOP Carlo Carlini e Franco Fares) sono stati di grande attualità e le relazioni sono state particolarmente gradite, riguardando temi legati alla Protesi Mobile e Rimovibile come risposta ottimale alle esigenze di determinate tipologie di pazienti (“Eccellenza Contestualizzata”).

E’ stato inoltre presentato un progetto di intervento odontoiatrico in Burkina Faso, che vuole essere un inizio di collaborazione fra diverse Associazioni di Volontariato Odontoiatrico, per la definizione e perfezionamento di protocolli operativi di “eccellenza contestualizzata”, da utilizzare in una pratica clinica veramente attenta alla centralità del paziente ed alle sue esigenze reali, anche economiche, in Italia ed all’estero.

La Prof.ssa Laura Strohmenger, direttore del Centro di Collaborazione OMS di Milano e Docente di Odontoiatria di Comunità all’Università di Milano, ha rivolto ai relatori ed alle Associazioni coinvolte nel progetto lusinghiere parole di plauso ed incoraggiamento, nonché importanti considerazioni e consigli, dichiarandosi inoltre disponibile a fornire supporto tecnico-scientifico al progetto presso il Centro OMS da lei diretto.

 

 

E’ stato portato a tutti i partecipanti il saluto di AIOP e del gruppo AIOP DENTURES, attestando l’interesse e la vicinanza di AIOP alla ricerca scientifica in questo campo.

 


     

                                       

Conferenza Dott. Carlo Carlini all’Expodental 2017

 

 

 

 

Smile Mission è orgogliosa di annunciare che Sabato 20 Maggio 2017 nell’ambito dell Expodental Meeting si terrà la conferenza tenuta

dal Dott. Carlo Carlini

La “Protesi sociale di eccellenza”:

Una contraddizione di termini o l’ennesima sfida per l’odontoiatria del terzo millennio?

 

 

 

 

“Un Dentista per Amico” nuove iniziative

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Un Dentista Per Amico 

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Il nuovo team del progetto “Un dentista per Amico” formato da Elena e Maria, ha riscontrato di dover fare qualcosa di più per le strutture già inserite nel programma e per le future aderenti.  Ecco una delle prime iniziative: riproporre la giornata di prevenzione orale per i minori.foto-2.2web
L’attività educativa è stata proposta a tutte le strutture, centri diurni e famiglie affidatarie ed è stata accolta calorosamente.

Quindi ci siamo attivate e grazie alla conoscenza del Dott. Vergari Andrea, già disponibile in passato, abbiamo richiesto la sua presenza. Il Dott. Vergari ha subito accolto la nostra proposta dandoci delle date. In base a queste ci siamo adoperate per l’organizzazione presso le due strutture con maggior numero di bimbi (Comunità Betania e Centro Diurno Villa Buri).

Per mettere in piedi tutto ciò abbiamo lavorato parecchio, contattando aziende, cercando piccoli omaggi, kit, spazzolini e dentifrici al fine di rendere più piacevole la giornata per i bambini. Abbiamo dovuto conciliare le esigenze delle strutture e quindi cercare in una stessa giornata di fare due interventi.

Il 26 Settembre il Dott. Vergari non solo ci ha concesso tutta la giornata gratuitamente, ma ha saputo coinvolgere e interessare i minori con maestria, compreso gli adolescenti che sono stati sicuramente più impegnativi. Precisiamo che il dottor Andrea ha visitato tutti i minori consigliando alle mamme affidatarie ed educatori come comportarsi.

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La sua professionalità e simpatia, oltre alla grande umanità, ha permesso il nostro successo!
Questa giornata ci ha molto motivate ad andare avanti. Certamente accontentare tutte le strutture ed i centri non sarà facile.
Abbiamo bisogno di volontari e la Sig.ra Annamaria Girardi si è messa a disposizione per promuovere qualche igienista volenterosa.

Grazie,
Elena e Maria

 

 

 

 

 


 

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Missione a Kinshasa

Da Luciano Fabris le ultime notizie da Kinshasa

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Missione compiuta a Kinshasa.

Congo: grande sorpresa all’aeroporto di Kinshasa, perfettamente in ordine e rinnovato, praticamente un aeroporto europeo.  Il nostro partner ci hanno accompagnato fino alla capitale; finalmente strade ordinate e con l’illuminazione, incredibile, sembra il Sud Africa. Siamo stati alloggiati dalla sorella di Nanou dove non c’era acqua e qualche volta mancava l’elettricità. Natale mangiava di tutto persino l’alligatore e i bachi. La frutta è ottima così i piatti tipici locali. Sabato mattina entriamo nel Centro dentale di Kintambo, Erudit il ragazzo che ha studiato odontotecnica a Vicenza ci accoglie abbracciandoci, così l’équipe odontoiatrica (2 medici e un infermiera). Hanno imbiancato tutto il centro, ma le maggior parte delle macchine del laboratorio sono in panne, così parte dei riuniti. I medici congolesi accettano di lavorare in qualsiasi situazione, quindi estrazioni e devitalizzazioni avvengono senza acqua.  Lunedì in laboratorio ci vengono ad incontrare 3 medici che portano le impronte per confezionare dei ponti in ceramica e due ponti in lega resina della moglie di uno di essi. Erudit ci spiega le difficoltà nel fare protesi fissa e le esigenze dei dentisti. Il nostro aiuto diventa indispensabile per affinare il nostro giovane collega. Natale si mette a sistemare ed aggiustare tutte le attrezzature, pure il compressore dello studio e del laboratorio che aveva una perdita. L’insegnamento di Natale è pratico e diretto, il ragazzo copia facilmente tutta la procedura e realizza i ponti di ceramica. Quando arriva Luciano alcuni dentisti mandano dei pazienti per l’ortodonzia. Dopo aver discusso con il medico del Centro consigliamo di confezione un funzionale Andresen. Prepariamo due casi di ortodonzia fissa e spieghiamo al medico come deve procedere quando saremo partiti.  Una mattina dopo essere passati per l’ambasciata italiana a salutare il Console, il Centro è fermo per un guasto al gruppo elettrogene e non c’è corrente elettrica, ebbene Il grande Natale con logica europea passa in rassegna le varie ipotesi e riesce a farlo partire lasciando attonita tutta l’équipe. Per la prima volta il direttore del Centro è riconoscente regalando una bottiglia di vino “porto”.  Fissato dall’Italia l’appuntamento per e- mail con prof Songo dell’Università di odontostomatologia di Kinshasa ci ricevono ufficialmente. Incontriamo il direttore generale che già era informato e dialoghiamo sull’ipostesi di realDSCN2641izzare una scuola per odontotecnici, entriamo nei particolari e spieghiamo come deve essere la formazione e l’essenzialità delle materie, così la presenza di un odontotecnico qualificato per insegnare in laboratorio nel Centro di Kintambo. Naturalmente la possibilità di stage a fine corso in laboratorio con Erudit. Il direttore generale alla fine mi chiede di chiamarlo Joseph senza il cosiddetto prefisso di professore. Ho chiesto di immortalare con delle foto perché da questo giorno inizierà una collaborazione con Smile Mission onlus e altri partner (Abbiamo suggerito di coinvolgere l’Università di Bruxelles vista la buona intesa).

Una mattina dopo essere passati per l’ambasciata italiana a salutare il Console, il Centro è fermo per un guasto al gruppo elettrogene e non c’è corrente elettrica, ebbene Il grande Natale con logica europea passa in rassegna le varie ipotesi e riesce a farlo partire lasciando attonita tutta l’équipe. Per la prima volta il direttore del Centro è riconoscente regalando una bottiglia di vino “porto”.  Fissato dall’Italia l’appuntamento per e- mail con prof Songo dell’Università di odontostomatologia di Kinshasa ci ricevono ufficialmente. Incontriamo il direttore generale che già era informato e dialoghiamo sull’ipostesi di realizzare una scuola per odontotecnici, entriamo nei particolari e spieghiamo come deve essere la formazione e l’essenzialità delle materie, così la presenza di un odontotecnico qualificato per insegnare in laboratorio nel Centro di Kintambo. Naturalmente la possibilità di stage a fine corso in laboratorio con Erudit. Il direttore generale alla fine mi chiede di chiamarlo Joseph senza il cosiddetto prefisso di professore. Ho chiesto di immortalare con delle foto perché da questo giorno inizierà una collaborazione con Smile Mission onlus e altri partner (Abbiamo suggerito di coinvolgere l’Università di Bruxelles vista la buona intesa).

Il prof. Songo ci ha fatto fare una visita al laboratorio e gli studi dell’Università … la tristezza ha pervaso la nostra mente. Esiste un piccolo laboratorio dove i futuri dentisti non possono fare niente se non osservare cosa sono: una vecchia squadra modelli, delle muffole, un forno di preriscaldo, una fionda senza centrifuga e cose indescrivibili degli anni passati e niente funziona. Ci esoneriamo di descrivere gli studi inefficienti e sgangherati. Alla domanda, quali sono le risorse disponibili? Ci informiamo che il bilancio per la riabilitazione ed acquisto attrezzature del laboratorio sono zero. Con umiltà e tristezza ci hanno chiesto di fare quello che possiamo per fornire le attrezzature necessarie. Abbiamo precisato che la cooperazione è aiuto reciproco verso lo stesso obiettivo. Per questo motivo abbiamo chiesto quali sono le risorse umane e altro disponibili per permetterci di stilare un progetto di massima. Per i futuri ospiti o relatori l’Università metterà a disposizione un alloggio. Oggi l’Università di Kinshasa attende molto da noi volontari e ONG che attraverso la cooperazione può dare dignità all’istruzione medica e professionale e formare i futuri dentisti e odontotecnici.  Un progetto di cooperazione intelligente che può dare autonomia ad un Paese in forte difficoltà.

Un successo lo “Smile Meeting” di Potenza

 

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Prima di iniziare con una piccola relazione sullo Smile Meeting di Potenza di sabato scorso volevo ringraziare di cuore tutti gli amici Potentini che si sono prodigati a farci trovare un’organizzazione perfetta sia dal punto di vista dei lavori svolti che da quello logistico. Grazie di nuovo da parte di Claudio e mia per la grandissima ospitalità e gentilezza donataci da Egidio, Natale e Giuseppe.
Detto questo i lavori sono iniziati alle ore 10,15 con la presentazione della giornata da parte del moderatore, il Dr. Maurizio Capuano, un rappresentante dell’associazione AIO di Potenza, per poi continuare con la presentazione dell’associazione e della giornata dedicata al Dr. Vito Giusti da parte mia. Quindi la parola è passata alla Dott.ssa Angela Fuggetta che ha relazionato riguardo i progetti di Emergency in tutto il mondo con particolare riferimento ai progetti italiani in cui Smile Mission partecipa attivamente con i propri volontari.
Si è proseguito con la presentazione e la mission dell’associazione di Potenza Il Pozzo della Farfalla da parte del Sig. Luca Caricato, un socio dell’associazione per poi passare ad una mia breve relazione sui principi e gli scopi della cooperazione internazionale.
Infine la parola è passata ai nostri volontari che hanno parlato di esperienze progettuali sul campo tra cui Egidio Sarli per il Rwanda e Giuseppe Pastore per la Tanzania.foto Smile Meeting Potenza 010
La giornata si è conclusa con Giuseppe Stranieri che ha relazionato descrivendo dalla teoria alla pratica la creazione di un progetto odontoiatrico in Malawi.
I lavori sono terminati alle ore 14,00
La partecipazione è stata davvero consistente; più o meno una cinquantina di persone i presenti.
E’ stata un’ottima giornata, grazie a tutti.
Cesare Bacchini

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