Gatare Rwanda al via!
Dicembre 2010 – Gatare Rwanda al via! missione esplorativa di: Giorgio Giaretti e Marco Rebora
Puoi leggere la relazione dei volontari cliccando su: bollettino-Rwanda
Dicembre 2010 – Gatare Rwanda al via! missione esplorativa di: Giorgio Giaretti e Marco Rebora
Puoi leggere la relazione dei volontari cliccando su: bollettino-Rwanda
Agosto 2006 Il progetto: Centro di Formazione Professionale a cura dei responsabili di progetto
Istituzione di un Centro di Formazione Professionale per odontotecnici e infermieri dentali di Sergio Formentelli
Partner italiani:
Partner locale: Missioni Suore di S. Giuseppe di Aosta
Referente: dr. Sergio Formentelli 339 4345632 0174-47422 formentelli@smilemission.it
Durata Anni: 3; 2006– 2009
Enti finanziatori:
OBIETTIVO GENERALE
Istituzione di una scuola per infermieri dentali e per odontotecnici, come primo passo per istituire (in un successivo progetto da redigersi in un tempo successivo) una rete di ambulatori dentistici presso le sedi delle missioni delle Suore di S. Giuseppe di Aosta
OBIETTIVI SPECIFICI
STRATEGIE
ATTIVITA’
Fondamentale per il successo del progetto è la presenza di un cooperante italiano per un anno (o più cooperanti che si alternano); in alternativa, e preferibilmente se disponibili, due cooperanti congolesi (un infermiere e un odontotecnico) da noi formati e diplomati dalle autorità sanitarie del Nord Kiwu per un periodo di tempo equivalente.
La funzione dei volontari italiani è solo di supporto a quella del / dei cooperanti.
CRONOGRAMMA
1° Fase (luglio 2006 – settembre 2006)
Raccolta di materiale e attrezzatura dall’Italia e invio in Madagascar tramite container.
2° Fase (autunno 2006 – primavera 2007)
Costruzione / ristrutturazione dei locali destinati ad ospitare il centro di formazione professionale
3° Fase (primavera 2007 – estate 2007)
Missione esplorativa mirante al montaggio delle attrezzature;
4° Fase (estate 2007 – estate 2008)
Inizio della formazione con presenza costante del /dei cooperanti supportati dai volontari italiani
5° Fase (estate 2008 – estate 2009)
Formazione con presenza dei volontari italiani senza presenza costante di cooperanti; verifiche di apprendimento (esami), consegna dei diplomi.
6° Fase (contemporanea alla fase 5°)
Elaborazione di un nuovo progetto mirante alla costruzione della rete di ambulatori sul territorio malgascio e reperimento delle risorse economiche relative.
Gennaio 2006 Missione esplorativa di Marco Verrando Ho risposto alla richiesta di terapie odontoiatriche ricevuta dalle Suore della Congregazione di S. Giuseppe di Aosta. Queste religiose operano in Romania, Costa d’Avorio e nella grande isola africana.
Con il rientro viene il tempo delle analisi, delle riflessioni e dei progetti. Non immaginavo che la povertà fosse così diffusa e disperata, anche sul piano dei “diritti dell’uomo”. Osservando la campagna e le varie tonalità dei verdi delle risaie, c’è da chiedersi il perchè di questa vita precaria ma la risposta non tarda a venire, quando ti spiegano che il ciclone inesorabilmente distruggerà buona parte del raccolto e magari anche anche la casa, costruita in legno e mattoni crudi, cioè terra essicata. Per cercare un’altrenativa a questa economia di sussistenza,si cerca fortuna in città.
La capitale, Antananarivo, (brevemente detta Tanà) non può promettere nulla e le migliaia di senzatetto si organizzano lungo i marciapiedi in giacigli di cartone od in tuguri di legno. La risposta politica è lo sgombero forzato, l’incendio delle dimore e la deportazione delle persone ai margini della città, presso le discariche.
Qui la disperazione acquista dimensioni terribili e all’arrivo di una benna di rifiuti, c’è la corsa in competizione con cani e maiali, a chi riesce a recuperare il meglio del peggio.
Miseria, malattie, alcool mietono vittime soprattutto tra i bambini.
Le Suore di S. Giuseppe, su invito delle quali sono partito, mi hanno portato a 95 km dalla capitale in un villaggio chiamato Yazholava; il clima è fresco in quanto ci si trova sull’altopiano e la risorsa primaria ed unica fonte di sostentamento è l’agricoltura.
Le suore hanno realizzato un dispensario, a cui fanno ricorso circa 50 ammalati al giorno; una suora medico si occupa di primo soccorso, vaccinazioni, analisi, terapia antitubercolare e antimalarica, e tenta di fare formazione sanitaria e prevenzione delle malattie, ma con grande fatica per le limitate energie fisiche.
Sono partito con quanto ho recuperato e con un micromotore da laboratorio su cui innesto un manipolo angolato per preparare cavità e cemento vetroionomerico per restauri conservativi, anestetico e pinze da estrazione.
Ho quindi organizzato, con l’aiuto di una suora medico, il gabinetto dentistico, tutto contenuto in una valigia. Dai 30 ai 40 pazienti al giorno e per tutti un caso: ad una ragazza ventenne dovevo levare 15 radici; le ho chiesto di dividere in più sedute le cure; la risposta è stata che veniva da lontano, a piedi, e mi ha chiesto di levargliele tutte in una seduta. Non solo non si è lamentata ma alcuni giorni dopo mi ha fatto sapere che non c’erano stati problemi, nessun dolore e ancora mille grazie!
La richiesta delle Suore è di aprire con Smile Mission un ambulatorio dentistico in una zona ancor più depressa nel Sud Est del Paese, vicino alla cittadina di Tsiatosika, vicino al mare. L’isola, per quel poco che ho potuto vedere, è bellissima.
Specie faunistiche e botaniche uniche, dovute al distacco dall’Africa e dalla zolla asiatica, lemuri, camaleonti, farfalle dai mille colori per non parlare delle pesche, manghi, ananas e lychees. Una vera ghiottoneria. L’augurio è di ritornare in forze in quel paradiso disperato.
Agosto 2011, Diario di viaggio – relazione della Dr. Daniela Bianchi
Puoi leggere la relazione della nostra volontaria cliccando su: Madagascar – diario di viaggio
Puoi leggere la nuova relazione del Dr Marco Verrando cliccando su: aggiornamento madagascar 2012
Responsabile sede: dr. Sergio Formentelli 0174 -47422 formentelli@smilemission.it
Il progetto mira a fornire per una fascia di popolazione disagiata del Cuneese un Ambulatorio Odontoiatrico. In primo luogo l’attenzione è posta a fornire cure di base alla popolazione bisognosa. In un secondo tempo a fornire tutte le prestazioni odontoiatriche, anche complesse, per persone che non possono permetterselo. La strategia per raggiungere questo obiettivo si basa sull’utilizzo di volontari che garantiscono (in modo sistematico) una disponibilità per fornire le prestazioni. Ad oggi (aprile 2010) l’ambulatorio è aperto 3 pomeriggi la settimana. L’assistenza per il materiale di consumo sarà garantita, per la durata del progetto, dalle associazioni promotrici, mediante il reperimento gratuito dei materiali e, quando necessario, con l’acquisto diretto.
Documento di progetto:
ANALISI DEL BISOGNO
Un numero indefinito di immigrati con e senza permesso di soggiorno e la fascia debole della popolazione cuneese che non trova nelle pubblica sanità una soluzione ai propri problemi (vedi i tempi di attesa o prestazioni non sufficienti) e/o non ha possibilità economiche tali da rivolgersi a strutture private.
BENEFICIARI DIRETTI E INDIRETTI
Tutta la fascia marginale di popolazione Cuneese intercettata da una struttura di base dove possono essere garantite cure di primo livello (terapia del dolore; bonifiche dentarie ecc.) e cure complesse (quali protesi removibili e piccole protesi fisse).
Il nostro ambulatorio appena aperto ha già un numero di utenti di 70 persone che vengono a sapere della struttura tramite passa-parola perchè la suddetta non è ancora stata pubblicizzata.
Ogni giorno di apertura dello studio ci sono almeno tre nuove persone che richiedono consulenza.
Il target all’inizio era soprattutto di donne badanti dell’est europeo dell’età compresa tra i 30 e i 60 anni poi si è passati ad avere anche molti lavoratori nel campo edile ed agricolo provenienti dall’ albania e dall’est- europeo.
Infine sta arrivando numerosa la comunità africana soprattutto (per il momento) di origine ivoriana.
Presso la struttura vengono anche le ragazze della città dei ragazzi e le persone della comunità di Emmaus.
Le prestazioni che vengono fornite per adesso sono di diverso livello: prestazioni immediate: terapia del dolore e bonifica dentaria; prestazioni base: otturazioni di 1° e 2° classe in materiale composito ed amalgame, terapie canalari, ablazione del tartaro; vengono ritoccate le protesi gia esistenti e in futuro quando sarà raggiunto un accordo con gli odontotecnici si effettueranno anche le protesi.
Ma contestualmente, a trarre beneficio da questo servizio saranno anche l’Ospedale Civile Santa Croce di Cuneo e le ASL di territorio, che vedranno decomprimere la loro lista d’attesa.
| Obiettivo Generale Istituzione di un ambulatorio dentistico |
Indicatori oggettivamente verificabili Numero di prestazioni eseguite |
Fonti di verifica Lavoro dei volontari e loro relazioni Cartelle cliniche |
Presupposti Volontà di proseguire il progetto da parte di tutti gli attori coinvolti |
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| Obiettivi specifici alleviare e sostenere una fascia di popolazione in difficoltà economica e sociale |
Numero di prestazioni eseguite | Lavoro dei volontari e loro relazioni Cartelle cliniche |
Funzionamento integrato con tutte le altre attività sanitarie del territorio | |
| Risultati attesi Riconoscimento da parte della Autorità Sanitaria Cuneese e integtrazione dell’Ambulatorio nella realtà sanitaria locale |
Numero di prestazioni eseguite | Lavoro dei volontari e loro relazioni Cartelle cliniche Relazioni dell’associazioni coinvolte |
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Attività
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Risorse Umane Volontari
Materiali
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Costi
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Finanziamenti
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OBIETTIVO Istituzione di un ambulatorio dentistico rivolto agli immigrati con e senza permesso di soggiorno ed alla fascia debole cuneese STRATEGIE ATTIVITA’ RISORSE UMANE CRONOGRAMMA 2° Fase (febbraio2006 – novebre 2006) 3° Fase (primavera 2006 – inverno 2006) 4° Fase (gennnaio 2007 – marzo 2007) 5° Fase (marzo 2007 – giugno 2007) |
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| PARTNERS E FINANZIAMENTOAssociazione Orizzonti di PaceL’associazione Orizzonti di pace, nata nel dicembre 2000, è costituita senza fini di lucro, è apartitica e ha come finalità la costruzione di un’autentica cultura di pace, fondata sul dialogo tra le culture e sul rispetto dei diritti umani. Le sono riconosciute tutte le prerogative di una ONLUS, essendo iscritta al registro delle Associazioni di volontariato della provincia di Cuneo.
Ciò che unifica e identifica l’Associazione è il desiderio di porsi in ascolto della realtà presente, di saperne cogliere i bisogni, di cercare risposte con tutti gli uomini di buona volontà e così lavorare insieme per una società più solidale, attenta agli ultimi, ai temi della pace e della dignità dell’uomo. L’Associazione “Orizzonti di Pace”, intende essere luogo di confronto e di scambio sui temi della mondialità e del dialogo interculturale promuovendo iniziative di formazione rivolte in particolare a educatori, operatori sociali e culturali, al mondo dell’associazionismo e del volontariato. Al fine di raggiungere i propri obiettivi, l’Associazione si propone di svolgere attività di vario tipo: · attività di animazione e ricerca rivolte a chiunque sia interessato a confrontarsi sui temi della pace, del dialogo interculturale, della giustizia · attività culturali che favoriscano una conoscenza critica e responsabile dei fattori che intervengono nelle dinamiche sociali, politiche ed economiche · attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi della pace, del dialogo interculturale, della giustizia, al fine di diffondere i valori della solidarietà e della nonviolenza · attività di solidarietà nei confronti di chi si trovi in situazioni di difficoltà economica e sociale (Doposcuola, Mensa sociale, ambulatorio medico e ambulatorio dentistico per immigrati) · attività di incontro e di dialogo tra gruppi, movimenti e associazioni presenti nella realtà territoriale, così da facilitare la cooperazione in eventuali iniziative e soprattutto testimoniare concretamente il lavoro dell’accoglienza. Smile Mission onlus L’associazione fornira un supporto di un numero imprecisato di odontoiatri e personale ausiliario volontario e un supporto tecnico gestionale dell’ambulatorio. Smile Mission (Solidarietà Odontoiatrica Internazionale), regolarmente iscritta al registro delle persone giuridiche ai sensi delle vigenti leggi nazionali, è un’associazione di volontariato senza fini di lucro (Onlus), atta, come finalità esclusiva, al perseguimento della solidarietà sociale e l’arrecare benefici a persone svantaggiate in ragione delle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche e familiari, ovvero a componenti di collettività estere, limitatamente agli aiuti umanitari, ovunque in Italia e nel mondo. BUDGET |
| Volontari | Prestazioni professionali gratuiteDonazioni in denaro |
| Associazione Orizzonti di Pace | Fondi propriAdeguamento e messa a norma dei localiAcquisto di materiali e beni di consumoStipendi e consulenze |
| Smile Mission | Donazioni in materiali e beni di consumo reperiti tramite donazioniSupporto e consulenza gratuita |
| Caritas | Fondi proprIAdeguamento e messa a norma dei localiAcquisto di materiali e beni di consumoStipendi e consulenze |
| Altri benefattori | E’ ricercato l’appoggio economico di altri enti e/o benefattori |
MONITORAGGIO E VERIFICA
Il monitoraggio avverrà essenzialmente attraverso i registri dei pazienti e le loro cartelle cliniche, che verranno valutati dai volontari, dall’associazione Orizzonti di Pace e dall’associazione Smile Mission che indicheranno lo stato di applicazione del progetto (e i relativi budget di spesa).
Al resposabile del progetto sarà chiesto di fare una breve relazione su questi due punti che annualmente verrà riassunta e resa pubblica in un’assemblea annuale.
Al termine del progetto sarà steso un rapporto conclusivo che verrà valutato dai responsabili delle associazioni e degli enti promotori e finanziatori.
SOSTENIBILITA’
Si ritiene fondamentale, per la sostenibilità dl progetto, il fabbisogno della popolazione del cuneese e l’impegno dei volontari a costruire una rete di solidarietà nella provincia.
Al fine di fornire le risorse economiche per una autosufficienza delle strutture, occorre studiare e ricercare diverse forme di finanziamento dai partners benefattori e dalle istituzioni interessate.
Per informazioni: Dott. Gianpaolo Parolini 328 3436844 gianpaolo.parolini@gmail.com
A maggio 2012 Emergency chiese la nostra collaborazione per trovare volontari odontoiatri che potessero operare nel poliambulatorio da loro allestito a Marghera (VE). Lo scopo iniziale era di trovare odontoiatri che potessero sostituire nel periodo estivo gli odontoiatri che già abitualmente prestavano la loro opera gratuitamente presso questa struttura. Successivamente la nostra collaborazione si estese a tutto l’anno. Come è noto Emergency nella sua struttura offre assistenza sanitaria gratuita, di base e specialistica, e orientamento socio-sanitario ai migranti e alla popolazione in stato di bisogno. Il Poliambulatorio si trova in via Varè 6, nei locali dell’ex centro di salute mentale della Asl 12 messi a disposizione dal Comune di Venezia. È situato nella zona del porto, dove la concentrazione di stranieri è la più alta in città. Il Poliambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. Vengono offerti servizi di medicina generale, pediatria, odontoiatria, medicazioni e assistenza per pratiche amministrative legate alla sanità. Tutti i servizi offerti dal Poliambulatorio sono gratuiti. Per ciò che riguarda specificatamente l’odontoiatria, vi sono due riuniti e due assistenti dentali, una delle quali a tempo pieno e l’altra presente saltuariamente. L’accettazione e gli appuntamenti sono gestiti dagli operatori del poliambulatorio.
Agli odontoiatri volontari di Smile Mission che decidono di collaborare è richiesta una o due settimane di lavoro continuativo oppure se il volontario risiede nelle vicinanze può recarsi presso la struttura di Emergency un pomeriggio alla settimana. Vi è possibilità di alloggiare in un bed and breakfast che si trova molto vicino alla sede operativa con una spesa contenuta.
Giorgio e Vittorio Magnano raccontano la loro “settimana al Poliambulatorio Emergency di Marghera”: Vittorio Magnano a Marghera
UN DENTISTA PER AMICO -Veneto- , con il sostegno di Fondazione Cariverona , nasce dalla collaborazione con l’associazione Arkè, fondatrice del progetto in Liguria che nel 2010 decide di estendere la bontà dell’iniziativa anche in altre regioni, sottoscrivendo un accordo di partenariato con Smile Mission Onlus per diffondere i benefici del progetto nel territorio di riferimento ossia Verona e successivamente nell’intera Regione Veneto.
Il progetto UN DENTISTA PER AMICO -Veneto- ha ottenuto riconoscimenti sia a livello regionale che provinciale grazie al patrocinio concesso dalle Regione Veneto e dalla Provincia di Verona, che comunale, grazie al patrocinio del Comune di Verona e di Caprino Veronese. Ha inoltre ottenuto il patrocinio del’Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) compartimento regione Veneto.
UN DENTISTA PER AMICO -Veneto- coinvolge numerosi dentisti sparsi in tutto il territorio regionale che prestano la propria opera gratuitamente per curare bambini e ragazzi che versano in condizioni di grave disagio sociale ed economico (segnalati a Smile Mission Onlus dai Servizi Sociali, dagli Istituti, dalle Comunità Alloggio), risolvendo le problematiche odontoiatriche e sensibilizzando i minori e le famiglie sull’importanza della prevenzione e dell’igiene orale.
Smile Mission Onlus parte da un accurato e mirato studio territoriale per creare la rete e diffondere il progetto sociale a Verona e nell’intera Regione Veneto:
– individuare i pazienti che possono usufruire del progetto attraverso il contatto con le strutture territoriali competenti (Comuni, ASL, Servizi Sociali) e formazione ed informazione degli educatori, degli assistenti sociali e delle famiglie dei pazienti
-ricercare e fidelizzare un numero sempre crescente di Dentisti che offrano le proprie prestazioni di tipo conservativo a titolo gratuito presso i propri studi dentistici
-Istituzioni ed Associazioni del terzo settore che divulghino e pubblicizzino il progetto
Smile Mission Onlus si occuperà di mettere in comunicazione i pazienti segnalati dai Servizi Sociali con il Dentista a loro designato e seguire il percorso di cura dei suoi assistiti regolamentando e monitorando al meglio il rapporto.
Sig.ra Maria Boscato 3482653606
Scarica il nostro pieghevole cliccando su: Un Dentista per amico-pieghevole
Giugno 2005 – “Chiudi la porta e vai in Africa…” di Paola Paiola, Cesare Bacchini, Laura Miotello, Otello Merli
Il periodo in cui l’occidente concentrava tutta la sua attenzione sul nuovo Papa, sulle oscure vicende del governo italiano, sulle sconfitte della Ferrari, quattro amici volontari di SMILE MISSION onlus si trovavano a Lukanga, in un villaggio del Congo.
La Repubblica Democratica del Congo è uno stato dell’Africa centrale con una superficie otto volte più grande di quella italiana ma con lo stesso numero di abitanti. Si trova al 186° posto nella scala di sviluppo, e, nonostante questo spende, in proporzione, 10 volte più dell’Italia in armi ed esattamente il contrario nella sanità; potenzialmente uno dei più ricchi paesi africani, in realtà è uno dei più poveri.
Gran parte della popolazione tenta di sopravvivere allo sfaldarsi della società civile provocato dalla guerra civile attraverso una agricoltura di sussistenza e piccoli commerci.
Ci siamo recati qui nell’ambito di un programma per lo sviluppo della sanità promosso da organismi locali in collaborazione con la nostra associazione, programma che si basa sull’assistenza odontoiatrica ma che punta soprattutto alla formazione di personale locale per creare una collaborazione più costruttiva e che possa poi svilupparsi autonomamente.
Quando varchi la frontiera tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo, devi dimenticarti della parola asfalto, ma devi ricordarti che sei in un Paese che esiste veramente, mentre il resto del mondo sembra essersene dimenticato.
Non era per noi la prima volta in Africa, ma l’impatto è stato travolgente, disarmante e impossibile da trasmettere a parole!
Forse raccontando una delle mille esperienze che abbiamo avuto ne possiamo dare una piccolissima idea: tutte le sere, dopo il lavoro, passeggiavamo per il villaggio ed io, tenevo per mano Eluan, un bambino tra i tantissimi del Congo, che vive una vita talmente dura che se quando morirà lo faranno santo, sicuramente non gli regaleranno niente.
Eluan si alza tutte le mattine dalle frasche su cui dorme, se è fortunato, oppure da terra, non va a scuola perchè non se lo può permettere ed inizia a girare per il villaggio con la sua maglietta rossa stracciata ed un pallone di stracci.
Non sa se fino a sera mangerà e che cosa mangerà, però è la sua vita e quella dei suoi fratelli ed amici e quindi si va avanti così, con la già grande fortuna di non aver ancora incontrato nessuno che gli ha piazzato in mano un fucile per mandarlo a combattere una guerra di cui non sa nemmeno il nome.
Ci siamo incontrati una sera su una collina di Lukanga e le nostre mani si sono attirate, e così tutte le sere, ore trascorse insieme senza parlare, ma dove uno sguardo e un gesto riempiono più di mille parole.
Ed io pensavo “ma che gli potrei dire? che vivo in un Paese infinitamente più agiato del suo, che non ho mai vissuto una guerra, che mangio ogni giorno quello che voglio, che ho una casa tutta mia, una macchina, che in case come la sua qui da noi non ci mettono neppure le galline….”
L’Africa è un posto meraviglioso, gli africani sono un popolo meraviglioso ma per mille motivi se la passano veramente male.
Eppure Eluan mi ha donato tanto; il modo con cui mi ha salutato ha dimostrato tutta la forza e la saggezza che solo un bambino congolese può avere, con uno sguardo carico di promesse ed aspettative che ti lacera il cuore e così il “mal d’Africa” peggiora sempre di più…
Questa è la storia di Eluan, ma come lui c’è la storia di Kavira, di Mbere, di Beatrice, di Matsoro e di mille altri abitanti di Lukanga…
Penso che tutti quelli che potranno assaporare questa esperienza, non smetteranno mai di raccontarla, perchè nessuno può dimenticare quanto è bello un posto che ci aspetta; un qualcuno che è la per noi, un bambino, un vecchio, un malato che è capace di prenderci per mano e di farci immaginare, inventare un mondo nuovo e che quando dobbiamo ripartire, con la stessa naturalezza e leggerezza ci lascia e ci dice una sola parola; a presto.
Questo è meraviglioso, ed il distacco, anche se fa male, diventa quasi dolce, finalmente umano.
Eluan ha saputo farmi inventare una strada da me fino a lui, in mezzo ad una terra che spesso è in silenzio e non vuole parlare o non può parlare, una strada bella, una strada da qui a Lukanga.
Credo che l’Africa si comprende nel momento in cui, senza motivo apparente, ti commuove e ci si abbandona a un pianto tanto difficile da giustificare quanto liberatorio.
Il “mal d’Africa” non è la nostalgia dei luoghi, ma la nostalgia dei sentimenti che quei luoghi e quelle persone formano.
Le emozioni che ci si porta dentro sono tanto forti, quanto difficili da descrivere, e l’invito è lo stesso dell’ultimo lavoro musicale di Francesco De Gregori: Chiudi la porta, e vai in Africa…..Celestino…….
Agosto 2005 – “Frammenti di viaggio” di Floriana Modica Missione di Muhanga, Nord Kivu.
La Missione è stata fondata da Padre Giovanni Piumatti, pinerolese, da Concetta Pedriligieri, modicana e da un gruppo di famiglie locali che circa quattro anni fa si sono spostati dal villaggio di Lukanga (dove hanno vissuto tanti anni) a causa di conflitti, frequenti tra le famiglie, sui campi da coltivare in relazione all’aumento della popolazione, e si sono fermati in un luogo ancora vergine…..Muhanga.
Muhanga si trova a 60 Km dalla “strada”, in foresta; ha molto spazio ed un terreno buono ed abbondante.
Giovanni, Concetta e tutti gli abitanti del villaggio, che oggi conta circa 200 famiglie più altre 500 sparpagliate nei dintorni, hanno attraversato momenti critici a causa dei conflitti che in questi anni hanno visto protagonisti lo Stato (che governa da Kinshasa, la capitale) e altri quattro gruppi ribelli in opposizione.
Fino a poco tempo fà Muhanga ha avuto intorno interahamwe, mayi mayi, banditi, militari disertori, che hanno saccheggiato il villaggio, rubato, picchiato e ferito molte persone.
La gente è stata costretta a scappare più volte, ad abbandonare le loro capanne ed a ritornare per ricominciare ogni volta da capo.
Attualmente la situazione politica sembra apparentemente più tranquilla: per gli abitanti del villaggio noi europei oggi siamo la testimonianza tangibile che la guerra è finita…..se possiamo andarli a trovare.
Ci ringraziano molto e si mostrano sinceramente contenti di poter essere di interesse per altri popoli.
Anche europei.
Anche se dietro tutti questi conflitti, apparentemente tribali, c’è un po’ di Europa e molto degli Stati Uniti.
Ma di questo loro forse non sono consapevoli.
E ci accolgono con la luce negli occhi ed un sorriso sincero.
Spesso abbiamo provato la sensazione di non saper cosa fare, di sentirci inutili: parallelamente questo è quello che prova l’africano che non và a scuola, che usa la zappa, il macete e che deve organizzarsi la giornata, la vita.
Qui c’è la fatica di organizzarsi ma al contempo si vive pienamente la vita che in sostanza è gestita autonomamente da ognuno.
In Occidente invece ci organizzano tutto.
In Africa si vive il rischio, l’Occidente ci toglie questa possibilità.
Abbiamo visto costruire la nuova scuola del villaggio, tutti partecipano portando i mattoni….
Bambini che portano carichi pesanti per la loro età, il loro peso e la loro statura.
Bambini con dietro la schiena un fratellino o una sorellina più piccoli e i mattoni sulla testa………scalzi.
Bambini che la mattina si fanno i chilometri a piedi nudi per andare a scuola, senza zaino e solo con un sacchetto con dentro un quaderno ed una penna.
I bambini….quello che ci hanno regalato lo porteremo sempre con noi.
Leona, Victuar, Leopold, Fidele, Tungane, Noel, Amani, Manuel, Cristel, e tantissimi altri ci hanno mostrato un essere bambini diverso da quello a cui siamo abituati.
Lì non si piange mai per capriccio ma solo se ci si fa male.
Lì vige un grande rispetto delle regole e dei confini relazionali, i bambini sono in grado di autoregolarsi da soli e riescono ad organizzarsi autonomamente per giocare, anche in gruppi ampi, senza la mediazione di un adulto.
Sono aperti all’interazione sia verbale che soprattutto non verbale con le persone, appaiono poco timorosi del contatto fisico, molto propensi a cercarlo e fortemente propositivi nella “relazione” umana.
In Africa i bambini diventano adulti prima.
Già da piccoli, con i loro fratellini sulle spalle, zappano la terra.
Ma si divertono anche.
Con poco.
Hanno la capacità di inventare giochi, costruire giocattoli……di non annoiarsi senza “aver nulla da fare”.
Ma soprattutto di non lamentarsi.
Di nulla.
Neanche di mangiare una volta al giorno.
Anche se questa stessa volta può saltare.
La pietanza base è il bugali, un misto di farina di manioca e acqua (simile alla nostra polenta) che si intinge in salsine di legumi.
I più fortunati possono mangiare anche patate dolci e fagioli…..quasi mai si assaggia della carne.
Un giorno è stato organizzato un pranzo per i bambini con queste pietanze e un pezzettino di maiale ciascuno.
La loro gioia.
Un piatto per gruppetto, dove tutti hanno mangiato insieme con le mani.
Alla fine ognuno di loro ha preso qualche pezzo di cibo e lo ha messo in tasca o lo ha tenuto nelle mani per portarlo ai genitori.
Accade sempre così ai pochi pranzi dei bambini.
Per loro è una grande festa.
Per alcuni l’unica possibilità di mangiare un po’ di carne.
La sera di quello stesso giorno,al momento dei canti con i bimbi, una bambina, Leona, mi ha preso la mano e mi ha chiuso dentro una poltiglia…..
cos’era?
Un pezzo di quel maiale masticato…. Leona l’ha tolto dalla sua bocca per donarmelo.
Per ringraziarmi di averle rammendato dei vestiti.
Un gesto simbolico, di forte impatto emotivo.
Lo ha rifatto altre due sere consecutive.
Il maiale era sempre di quel pezzettino del pranzo…. praticamente non si è mangiata quasi nulla.
Per donare di sé.
Si è completata in alcuni dettagli la nuova maternità che Concetta e la gente del villaggio ha costruito ed abbiamo avuto la fortuna di assistere al primo parto in questa nuova struttura chiamata Dispensario.
Come avviene il parto?
In modo assolutamente diverso da quello che conosciamo…
non tanto per l’aspetto puramente pratico, che ovviamente è universale, ma per il contorno.
La signora in questione è giunta a Muhanga da una zona vicina dopo 1 giorno e mezzo di cammino a piedi con le doglie, accompagnata dalla propria madre.
Arrivata ha subito partorito, con l’aiuto di Concetta, senza un gemito di dolore (le donne africane non urlano durante il parto) e poi si è sdraiata lateralmente, vestita come è arrivata, su una sorta di barella e si è attaccata il piccolo al seno.
Dopo è arrivata la madre con alcune parenti e la cena per la figlia.
Sono rimaste un po’ tutte insieme, solo donne, perché gli uomini, per convenzione, non partecipano a questi momenti.
L’indomani mattina la neo-mamma si è legata il piccolo dietro la schiena in quel modo affascinante e così materno che solo le madri africane utilizzano, ed è ripartita a piedi per la sua capanna.
Niente giorni di degenza, confetti, lamentele e quant’altro noi siamo abituati a vedere.
L’impatto con l’Africa è stato traumatico e affascinante nello stesso tempo.
Questo continente ha una capacità di adattamento, visibile nella gente comune, che società appagate come la nostra non sono più in grado di avere.
L’Africa è un nervo scoperto perché rappresenta qualcosa di incompiuto, una parte del mondo che non è stata completamente permeata dalla civiltà vincente.
L’Africa attuale è un continente che forse non sa dove andare, abbagliato dal mito dell’Occidente e al contempo deluso, rassegnato, roso dalla corruzione e dilaniato dai conflitti armati.
E’ stato l’Occidente, con il suo bisogno di espansione, forza lavoro, materie prime, che ha spinto le civiltà africane su binari che non erano i loro.
Un giorno o l’altro bisognerà liberarsi dalla finta correttezza politica che ci circonda, dal perbenismo intellettuale di circostanza e osare dire quello che veramente accade in un pezzo di mondo che conta il doppio della popolazione occidentale e che versa in condizioni di sussistenza.
Una parte di mondo dove si vive per sopravvivere.
No, gli uomini non sono tutti uguali, si le razze esistono e si dividono in inferiori e superiori.
Questo è quello che passa il mito Occidentale. Bisogna denunciare quello che succede davvero.
Lo scandalo in Africa è la quotidianità, sorridono pur non avendo scarpe, pur mangiando una volta al giorno; qui delle cose non ne fanno un idolo come in Occidente.
E noi?
Noi che apparteniamo alla parte ricca dovremmo arrabbiaci dentro per un bambino che sorride e muore di fame.
Gennaio 2006 – Il viaggio: di Cristiana Grassucci, Piero Lauri, Ursula e Karel Decaesstecker
Puoi leggere la relazione dei volontari cliccando qui

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