Rwanda, il paese dalle mille colline

IL PAESE DALLE MILLE COLLINE. CONDIVISIONE DI MOMENTI DI VIAGGIO.

di Sara Ziccardi

Durante l’Università ho avuto la possibilità di seguire un seminario sul genocidio avvenuto in Rwanda nel 1994.

Nel 1994 avevo dieci anni e mai avrei potuto immaginare che mentre vivevo la fine dell’infanzia, non lontano da me si consumava uno dei più efferati genocidi della storia dell’umanità. Seguendo il seminario ero stata colpita dalla crudeltà dei racconti e dei crimini commessi da essere umani come me. Ma poi la mia vita – nella parte fortunata del mondo – è proseguita, facendo sì che quei racconti rimanessero semplicemente circoscritti ad un’esperienza universitaria.

Più di 15 anni dopo quel seminario, le persone che ho scelto nella vita mi hanno dato la possibilità di fare un’esperienza di volontariato in Rwanda. Nel Paese dalle mille colline e le mille ferite, entrato nel mio immaginario casualmente all’Università.

Il Rwanda sorprende per la sua bellezza e la sua forza, ma sin da subito riesci a coglierne le ferite aperte e doloranti, a causa di quel genocidio che ha devastato sia fisicamente che psicologicamente un intero popolo. Un popolo che tuttavia stupisce per la dignità e la fiducia che ancora è capace di trasmettere, nonostante tutto, nei confronti del prossimo.

L’esperienza di volontariato che ho avuto la possibilità di svolgere con Smile Mission e in compagni di persone straordinarie mi ha consentito di condividere tempo, emozioni e speranze con una comunità che ha tanto da insegnare.

Parlando di straordinarietà , come detto, non posso che pensare ai professionisti che mi hanno accompagnato in questa avventura, tenendomi letteralmente per mano e consentendomi di vivere con la massima intensità possibile questa esperienza di vita.

Le passeggiate al mattino tra le mille colline, l’odore della legna bruciata, le strade di terra rossa, i sorrisi dei bambini, le giornate lavorative, l’accoglienza delle suore sono solo alcuni dei vividi ricordi che porterò sempre con me.

Questi ricordi non possono che essere accompagnati da profonde riflessioni sul senso della vita e su quanto la semplicità possa essere la chiave della reale felicità.

Ho realizzato che il vero impatto non si misura in numeri o risultati, ma nei legami che si creano. Ogni contributo – seppur minimo – è una piccola vittoria condivisa. La solidarietà infatti non finisce con il viaggio: continua nel quotidiano, nelle scelte, nel rispetto per gli altri e soprattutto nella possibilità di guardare il prossimo con fiducia e ammirazione. Il volontariato inoltre insegna che la solidarietà è reciproca. Si parte pensando di dare, ma si torna avendo ricevuto molto di più. Ogni incontro, ogni storia, ogni gesto di accoglienza diventa un tassello di un mosaico umano che resta nel cuore.

È un’esperienza che lascia un segno profondo, un invito a credere nella possibilità di costruire un mondo più giusto, partendo dai gesti più semplici.

Drs. Sara Ziccardi